existentia

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martedì, marzo 03, 2009

Manie



Mi ritrovo delle piccole manie che altro non sono se non la metamorfosi di altri attaccamenti - e, al fondo, della originale angoscia di morte - che rispuntano, sotto altre forme, ogni volta che sotto una determinata forma si riesce ad esorcizzarli.

Così scopro che questo è il significato della mia piccola passione per i gadgets tecnologici: quel che conta veramente è avere a disposizione delle possibilità, poco importa usarle, averne bisogno.
Conta il potere, conta il sapere che, se dovessi averne bisogno, posso disporne.
Anche se sono perfettamente cosciente che non ho mai avuto bisogno in tutta la mia vita di un navigatore satellitare e che mi servirà ben poco in futuro, mi affascina l'idea che ora posso, con solo qualche click - sembra un miracolo - sapere dove sono e che strada percorrere.

Questo fatto, ripetuto per altro in mille altre forme, non è che il sintomo della prevalenza del mezzo sul fine. Non uso uno strumento perchè mi serve, ma, disponendo di uno strumento
che ha determinate possibilirà, lo uso anche se non mi serve.
Non è più l'uomo che usa la tecnica, ma le tecnica che usa l'uomo.
Non me ne faccio nulla di andare a New York, ma ci vado perchè c'è un volo low cost e potrò vantarmene con gli amici.

Sono evidenti le conseguenze sull'uomo e sull'ambiente di un tale modo di compotrarsi.
Coerentemente con la mia pratica buddista, cerco di essere consapevole di questi fatti e cerco, non ostante la mia passione per la tecnologia, di evitare gli attaccamenti o la dipendenza per poi magari scoprire che, evitati da una parte, ritornano da un'altra.

Ecco che anche nella mia ansia di leggere e scoprire nuove visioni del mondo che posso fare mie, ritrovo questo attaccamento.
Qui ci starebbe bene una riflessione sul senso che ha la lettura: sulla quantità, sulla qualità, sui fini.

domenica, marzo 01, 2009

Tempo, doveri, passioni.


La mia vita ricomincia da questo momento, ogni momento.
(Tanto più che gli ultimi check-up sanitari sono andati per il meglio...)

Anche di oggi devo farne una giornata consistente e serena, cioè non deve essere una di quelle giornate che, quando finiscono, ti vien da dire: anche quest'oggi è passato senza concludere nulla e senza accorgermene: una giornata persa, una giornata inutile. Anche una giornata interessante e piena può passare senza accorgersene, ma è ben diverso.
Al tempo. Qui ci sono due punti importanti: 1 - occorre la Presenza nella realtà; 2 - occorre il Non attaccamento. "La vie est en soi son but et sa visé" diceva Montaigne, però occorre organizzarsi.

Nulla è fondamentale (non c'è nulla a cui attaccarsi), ma occorre avere un programma, per mettere insieme tutte quelle piccole cose che poi ci danno l'illusione di un senso e della pienezza, del tentativo almeno di aggiungere qualcosa alla nostra conoscenza e queste cose le dobbiamo cogliere al momento, nel presente e nella situazione in cui ci si trova. Il risultato finale sarà il frutto della nostra "prometeia": della nostra capacità di capire le situazioni per poter agire per il meglio.
Senza farsi prendere la mano dai doveri, perchè ci possono imprigionare; senza farsi prendere dalle passioni, per non renderci schiavi.
Devo fare questo, devo fare quello, non ho finito.., non ce la faccio...,dovevo fare...
No, non va bene; bensì: ho fatto questo, ho fatto quest'altro poco, ho aggiunto questo...e la sporta della nostra conoscenza pian piano si riempie, anche se non sarà mai colma; le nostre buone azioni ci daranno un marchio, anche se non saranno mai abbastanza.

Tanti nostri attaccamenti escono dalla porta e rientrano poi dalla finestra, magari sotto altra forma. Così sono certe nostre passioni. Anche una passione apparentemente innocente come quella per i gadget elettronici: mi prende e non me ne rendo conto: il tfnino più.., il Pc più.., la suoneria più..; ma anche le passioni culturali: le collezioni, le conferenze, i libri,i films, i quadri, i downloads.....: non vogliamo che arraffare, riempire la saccoccia, collezionare, essere sempre informati, sempre presenti..., quale attaccamento! Per cosa poi?
Occorre allora darsi una calmata (Yoga, meditazione, rilassamento, musica.., va tutto bene, ma katà metròn: nella giusta misura, anche queste cose).

Oggi quindi, oggi è un altro giorno, da vivere al meglio, per fare ciò che è più importante per noi:
per aiutare gli altri, per accrescere la nostra conoscenza, per tenerci in forma fisica, per allenare la mente, per approfondire la nostra spiritualità, per saper giudicare ciò che avviene nel mondo, per cogliere le occasioni, per mettere un pò di ordine attorno, per lavorare con coscienza...

Oggi - anche oggi - è il giorno più importante della mia vita.