existentia

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mercoledì, agosto 24, 2011

L'insostenibile evanescenza del piacere.





























Nel dormiveglia i soliti incubi mi facevano sognare improbabili suicidi, ma la cruda realtà bussava alla porta. L'autospurgo era arrivato. Altro dramma condito di schifezze: non si trovavano i pozzetti, che fare? Per fortuna l'ultimo tentativo, a forza, con la sonda, ha funzionato e sfondato il tappo di incrostazione da detersivo: problema risolto, ma a caro prezzo.E chi paga?...


Distrutto, che faccio? Tardi per una cosa, male per un'altra, disorganizzato...Allora decido : prendo la macchina e faccio un giro, dove va bene mi fermo. E così è stato. C'era posto per parcheggiare e mi son fermato a Portixeddu. Che bello, che bel mare, che sogno; che sogno: vincere al lotto e comprarmi quella casetta. Quella sarebbe felicità impossibile. Già ora di tornare, andato via di corsa.. e poi non era neppur necessario.
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Era già tardi e non sapevo che fare. Ho provato ugualmente a tf.nare: è andata bene, ho trovato un passaggio a Calasetta, alla festa dei tedeschi. Che sensazioni strane: dimenticavo i problemi, mi lasciavo andare, come tornare indietro nel tempo. Quante cose ho perso, perchè non mi son mai lasciato andare...Ma neanche ora, veramente. Sempre sul chi va là. In effetti è giusto così, occorre avere una misura, o si rischia di passare per deficienti, come quella ragazza che ballava da sola. Lasciarsi andare, sì, ma mai del tutto. Se mi fosse stato chiesto di piu'? Avrei rischiato o avrei perso? E' stato molto bello: come è stato casuale e improvviso, così è stato breve e coinvolgente. Interessante la forte connotazione territoriale e identitaria, alleggerita dagli inserti internazionali e resa fruibile da quel linguaggio universale che è la musica. Salsiccia, birra e stinco di maiale: quale miglior forma di mediazione simbolica? E' stato un salto di livello, dal quale son dovuto subito calare, però c'è stato: per questo vale vivere?