existentia

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lunedì, ottobre 23, 2017

Il gioco del mattino


Mi poso sul presente come un uccello sul ramo;

un uccello porta sulle sue ali i voli che ha fatto e quelli che farà,

ma se anche dovessi rimanere sul ramo in eterno sarei sempre capacità di volo;

forse quello che conta non è tanto volare di qua e di là

e nemmeno conquistare la vastità dei cieli,

quanto essere volo dentro di sé.


                                                            (Agnese Baggio)

mercoledì, ottobre 18, 2017

Pittulu pittulu cauddò....

Siamo rimasti in pochi a ballare l'hully gully....
Ora tocca a me.
Ma non mi spaventa il dover lasciare questo mondo - ormai ben poche speranze di emozionanti scoperte mi rimangono -; ben più inquietante è il fatto che non lascio di me alcunché di buono.
Ma del resto a chi importa, se non a me?
La cosa più importante che lascio è quello che diventerò, terra.
Sono infatti due pugni di terra, uno di S.Antioco e uno di Pogradec, raccolti e conservati da mia madre.

Pittulu pittulu cauddò,
andarem' a luaddò,
a luaddò de San Gavino,
a mangiare pane e vino
e un'arangiu mannu mannu,
pittulu pittulu cauddò,
pittulu pittulu cauddò,
pittulu pittulu ca u ddò.

domenica, ottobre 15, 2017

L'automobile

E' ormai il prolungamento della nostra personalità, un equivalente generale del nostro valore. Per questo impiego tanto tempo a sceglierne una. Non ne possiamo fare a meno: dobbiamo averla e ci deve rappresentare. E' insieme simbolo di libertà e di schiavitù: sono libero d'andare dove voglio; ma se tutti hanno la macchina e tutti vogliono essere liberi, tutti sono soli e tutti sono bloccati dal traffico, e magari nessuno si può muovere: addio libertà.
Non so immaginarmi senza automobile, così tanto è entrata nella nostra vita, che ci ha mutati antropologicamente, così come il telefonino del resto: è lo stato del posthuman. Se riuscissi a farne a meno vivrei una vita diversa, più umana, meno costretta, meno meccanica.
Per scegliere son preso da tanti scrupoli.
Ora penso all'investimento e mi dico che è esagerato, come sono esagerate le dotazioni e l'elettronica. Addio semplicità: troppi comandi, troppe distrazioni, troppa tecnica. Ora penso alla mia età e mi rendo conto che non potrò guidarla più per tanto tempo e poi i miei sensori biologici stanno decadendo, non sono più efficienti e lo dimostra l'incidente che ho avuto. Ora penso che non dovrò più fare lunghi viaggi - caso mai prendo una macchina a noleggio o un taxi - e quindi non mi serve una berlina, basta un'utilitaria per andare a StA, ma soprattutto per andare in città e parcheggiare più comodamente.
E allora che auto prendere? Fiat Tipo;Alfa  Giulietta; Benzina, Gasolio,Elettrica; Nissan Pulsar;
Ford Ecosport; Ford Focus; Kia Stonic; Cambio manuale o automatico; Colore chiaro?
C'è da perdersi, poi devi catturare l'occasione e non fartela sfuggire; devi scendere a compromessi, e, alla fine non sei tanto tu a scegliere quanto il caso, la combinazione.
Risultato: Renault Megane, grigio titanio, Cambio automatico, dotazione elettronica, complicazione di guida, più cara e abbastanza bella. Fine di un incubo. Ed ora paghiamo le rate: dovrò soffrire per 36 mesi e chi lo sa se arriverò alla fine (ma tanto sono assicurato anche per questa evenienza!)