existentia

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venerdì, gennaio 22, 2010

Vocazione

In effetti la mia natura rilassata, che rifugge le complicazioni, ma anche attiva e interessata alle cose del mondo, sempre osservate dal di fuori naturalmente, fa sì che la mia fondamentale vocazione sia quella della pace, della concordia. E' un modo d'essere accettabile? Non so quanto, perchè, come s'è visto, la vita è una lotta continua e incessante; per quante precauzioni si possano prendere i guai possono arrivare da qualunque parte e nei momenti più imprevedibili. L'impermanenza è veramente la caratteristica precipua della vita e capire questo fatto è tanto fondamentale quanto difficile.
Sono, attualmente, nel bel mezzo di un mare di problemi e di guai di tutti i tipi, tolti forse, stranamente, quelli di salute; ed è già tanto. Non ho un punto d'appoggio, sono come la barchetta di Neurath e per di più sto "sguttendi acqua" a tutto spiano. Quanto mi può sostenere la filosofia, in particolare quella buddista? Ci vorrebbe un Dio in questi casi al quale appellarsi. Non bastano le proprie forze, che comunque occorre mobilitare al massimo. Lotta senza quartiere, senza pensare: annullarsi nell'azione di contrasto, dimenticare ogni teoria, solo così forse ci si potrà imbattere in qualche mare tranquillo dove rinfrancarsi almeno per un poco.
Certo, capita anche di sognare le cose impossibili: qualche porto franco, una donna, una persona amica, un ambiente familiare caldo e accogliente, un colpo di fortuna insperato; si rivalutano certe persone e certi aspetti della vita: gli anziani, la casa, il focolare. Tutte le cose più care, ma anche più impermanenti e provvisorie, che sembrano essere sempre lì ad aspettarti, per essere apprezzate solo in queste circostanze e normalmente trascurate e disprezzate.
Come è possibile questa vocazione alla pace, alla serenità, al focolare domestico?
E' incompatibile con la vita, con l'impermanenza; è dura da capire.

mercoledì, gennaio 06, 2010

Sogni e Piaceri

Non parlo dei miei sogni. perchè non è piu' tempo per sognare. I miei sogni li ho avuti e mai veramente realizzati. Sì , forse una buona parte dei miei sogni l'ho realizzata, ma solo formalmente, apparentemente, non pienamente e realmente.
Forse non ho avuto dei veri sogni, erano forse solo obiettivi e così, a stento, ci sono anche arrivato, ma niente di compiuto e niente di piacevole. Un lavoro, una casa, una famiglia, un ambiente amichevole. Tranne l'ultimo punto, gli altri li ho raggiunti, ma non sono sogni in effetti: sono normali, normalissimi obiettivi, anche se non sempre facili da raggiungere.

Nessuno di questi obiettivi si è realizzato in modo da darmi piacere. Il piacere che intendevo trarne era ben diverso.
Lavoro. Forse è l'obiettivo che mi ha dato piu' soddisfazioni, ma solo fino ad un certo punto. Infatti non sono mai diventato - nè c'era la possibilità - lo specialista che sognavo di diventare, tanto da andare in giro per il mondo: al massimo sono andato in giro per la Sardegna, con qualche puntata in Italia. Poi son finito miseramente in mobilità lunga, anche se era un cadere in piedi in confronto ai colleghi poi finiti in Eutelia!
Casa. Ecco, una casa bellina e bene organizzata l'ho sempre sognata fin da bambino. Sono arrivato fino ad aver una bella casa, in ottima zona cittadina, vicino al mare, ma non bene organizzata, non completamente mia, senza possibilità di arredarla e renderla piacevole ed accogliente come ho sempre sognato. Per tant versi è rimasta a metà: non ho piu' disponibilità per migliorarla, necessita di interventi grossi, come il tetto e la facciata, ma anche tanti piccoli all'interno.
Non ho potuto far niente per farla a mia immagine o per lo meno un poco comoda. Il suo costo mi ha precipitato nella crisi economica. Una volta vivevo bene del mio stipendio e mettevo anche qualcosa da parte. Quello che proveniva dalle mie rendite extra serviva per il piacere delle vacanze o per cambiar macchina. Ora non basta neppure per la sopravvivenza. Spendiamo troppo ed è un assurdo.
Famiglia. Questo è il punto dolente: la famiglia c'è, ma non la vedo. Ognuno nella sua stanza per i fatti suoi, sembra un albergo , di quelli fatiscenti, dove io, malamente, faccio il portinaio e pago i conti. Non è proprio quello che sognavo. Per non parlare dei problemi caratteriali: ciascuno ha i suoi! E va bene, è normale, ma qui non c'è sistema, non c'è affetto, solo interessi.
Ambiente. Da piccolo sognavo addirittura di fare un patto con dei miei amici per stare uniti e insieme anche da grandi. Qualcuno di questi amici mi capita ancora di vederlo talvolta. Ogni volta che ho cambiato città di residnza ho sempre sognato di ricrearmi un nuovo ambiente, dei nuovi amici. Il matrimonio mi ha fatto perdere quelli che avevo, ma non me ne ha procurato di nuovi. L'unica amicizia, seppure per necessità solo vacanziera, che stava procedendo bene, quella di P. e G., è stata interrotta dalla morte di G. Insomma, salvo la costanza di alcuni amici personali, un terreno di vero disastro.

Eppure nulla di piu' sarebbe occorso per esser felice e godere pienamente di questi piaceri , che un pò di fortuna, di intelligenza da parte mia, di consapevolezza, di attenzione ai veri obiettivi.
Così avrei potuto avere una casa, magari piu' modesta, ma su misura per accoglienza e decoro (comoda per organizzare cene e riunioni con amici, di quelle case dove ti piace andare perchè trovi un cantuccio nel quale accomodarti piacevolmente con gli altri, un certo calore o anche solo in tranquillità per leggere, scrivere, comunicare; dove hai i tuoi spazi per i libri, gli attrezzi e le varie necessità; dove puoi manteneree il tuo ordine e ritrovare le cose.)
Così avrei potuto, con una moglie giusta, avere comprensione, affetto, sostegno, dei figli normali e una vita di relazione con gli altri, amici o parenti che fossero.I problemi, immancabili, non avrebbero pesato tanto quanto pesano in questa condizione.
Ecco questi sarebbero stati i miei piaceri, e invece son rimasti solo sogni.

Questo è un pò il bilancio della mia vita. Non voglio stare a giudicare, ma se non è riuscita ciò è dovuto alla mia scarsa consapevolezza, alla mia scarsa comprensione.
Posso dire, come il grande vecchio, "tutto ho conosciuto nei miei inutili giorni" ed anche "nihil a me alienum puto", ma, senza alcun costo in piu', solo con piu' attenzione e consapevolezza, mi sarei potuto condurre molto piu' felicemente.