existentia

******************************************************************** ********"Viviamo tutti nel fango, ma qualcuno di noi guarda le stelle" ( O.Wilde ) ********************************************************************

martedì, gennaio 30, 2007

Stand by


Sono in sospensione, in stand by. Ci sono questi periodi, tra autenticità e inautenticità, tra attivismo e riflessione, tra dominio delle cose e assoluta passività, tra funzionalità e pura esistenza, che segnano la qualità del tempo.
E' in questi intervalli che si sente la differenza tra i due momenti, che sorge la domanda: ma cosa sto facendo?, cosa devo fare?, che si avverte in uno il bisogno di senso e il vuoto di fini: è un galleggiare in sospensione, finchè la realtà non ti riprende per mano, portandoti ad occuparti del quotidiano ed a rientrare nell'uno o nell'altro momento.
Nulla cambia: siamo un'onda che si frange, un volo d'uccello...
ci si ritroverà, uguali, nel prossimo stand by.

sabato, gennaio 27, 2007

Prendere atto



E' difficile prendere atto, ma è imperativo.
Gli eventi, i grandi eventi come le guerre, le rivoluzioni, la morte, la malattia, le leggi, il mutamento delle tecniche, ma anche i piccoli eventi come cambiare residenza, struttura aziendale, abitudini, stile o pettinatura, si impongono a noi, che lo vogliamo oppure no. Una banalità lapalissiana: siamo immersi nel cambiamento; talvolta lo attuiamo noi, per lo più lo subiamo, ma prenderne atto, farlo nostro è raro. La tendenza di fondo, il desiderio nascosto è quello di mantenere e conservare, pur desiderando ampliare e migliorare condizioni, proprietà, saperi, privilegi. Ma là, nel mondo, è il Destino che comanda, che decide: non per nulla i greci ne avevano fatto una divinità. L'uomo comune, come il potente politico, si arrabatta per cercare di prevedere e di pilotare il corso degli eventi, ma poi le vicende del mondo si svolgono in un modo che è la somma degli interventi umani e del caso, e ciascuno può infine stilare un suo bilancio che potrà indifferentemente essere positivo o negativo, senza che personalmente alcuno possa affermare di esserne l'artefice.

Certamente si è responsabili delle proprie azioni e dei loro prevedibili effetti, sicuramente l'intelligenza dell'azione può portarci facilmente risultati positivi; altrettanto buono può essere il giudizio se il nostro egire è considerato eticamente corretto, perchè agiamo sempre in base a valori e diamo sempre un senso al nostro agire, ma il risultato, il nostro bilancio finale non siamo mai in grado di assicurarlo.
Solo per qualche breve tratto ci succede di "cavalcare l'onda", mai per tutto il percorso.
Ecco che allora acquista rilevanza, oltre all'agire bene secondo la massima kantiana, anche la nostra visione del mondo, il nostro modo di rapportarci al mondo e di averne contezza.
Questa , secondo me, è la parte più difficile: conciliare la nostra visione con la realtà. Per questo è difficile prendere atto degli eventi: sicuramente li subiamo e ne teniamo conto, ma farli intimamente nostri, entrarci in sintonia nello scorrere del tempo è sicuramente difficile impresa per noi occidentali. E' sempre difficile, ma molto più semplice che per noi, per un orientale, per chi è cresciuto in un clima culturale con visioni del mondo, filosofiche, religiose, pratiche di altra natura.

lunedì, gennaio 15, 2007

Sconvolgimento


Sono frastornato; ho appena saputo, tramite un amico dei vecchi tempi, casualmente ritrovato, che una ragazza che avevo allora ha fatto una tragica fine. E' accaduto ventisette anni fa, circa cinque anni dopo esserci lasciati. Per la verità sono stato io a lasciarla ed ho vissuto questo fatto quasi come una colpa: allora avevo le pigne in testa, avevo un sogno americano, volevo raggiungere un certo stile di vita, raggiungere determinati standard, ma non mi rendevo conto di tante cose. Non mi rendevo conto soprattutto, che quel che cercavo non stava chissà dove, ma era lì, a portata di mano, l'avevo già. Quando ci lasciammo mi disse che avrei dovuto trovare una ragazza così e così...che allora avrei capito il suo valore...Fu così, ...la nemesi.
Se c'è mai stata una persona che ho sentito vicina e uguale a me, l'anima della mia anima, della mia stessa pasta, è stata lei.
Vorrei ancora credere nell'Al di là, per immaginare di poterla un giorno riincontrare, per immaginare che possa vedere il mio stato e sapere cosa provo, per sognare d'avere un angelo custode...
Ebbe una relazione con un dottore, ebbe una bimba, ma la madre di lui la teneva a distanza, lei si sentiva rifiutata e così, con l'aggiunta della depressione post partum...
Marta, Marta, Marta, Marta....