Lotta continua

Questo stesso vasto globo e quello che contiene, tutto si dissolverà: come la scena priva di sostanza, ora svanita, tutto svanirà, senza lasciare traccia.
Noi siamo della materia di cui sono fatti i sogni, e questa piccola vita è circondata da un sonno.
W.Shakespeare, La Tempesta.
L'anima riceve vita dalla forza con cui vede la morte perpetua delle cose e sua propria.
Il miglior bene è non sapere. G. Leopardi, Pensieri.
La vita è quello che ci accade quando ci stiamo occupando di altro. Oscar Wilde.
Stanno riprendendo quota i problemi. C'è poco da fare: solo qualche breve intervallo di tranquillità interrompe la serie dei problemi, e questi intervalli, che sono poi quelli che si ricordano, passano così velocemente e inessenzialmente da non lasciare che pallidi ricordi, da non sembrare veri e tanto meno consistenti.
Così mi ritrovo ora: è passato un intervallo, di cui non mi sono quasi accorto e sono nuovamente in mezzo al guado, a soffrire e combattere.
L'aspirazione dell'uomo è ovviamente quella di star bene; che voglia star bene è logico, come è abbastanza chiaro cosa significa 'bene' , anche se le discussioni in proposito potrebbero non finire mai. Il problema è sullo 'stare', perchè l'uomo non può stare, l'uomo è ec-statico, deve essere sempre in movimento, sempre proteso verso qualcosa: è in divenire, ma vorrebbe stare, è in equilibrio dinamico, ma preferirebbe l'equilibrio statico.
Allora è evidente che non c'è pace, che il tempo deve trascorrere battagliando, annullando sè stesso, dimenticandosi nel fare.
Siamo già morti, possiamo solo rivivere sapendo di essere già finiti: abbiamo una sola opportunità: quella del presente che ripercorre, una sola volta, una vita già vissuta, già finita, già scritta.
Due cose mi premono in questo breve intervallo finale: fare un pò di luce sull'etica, chiarire almeno di che si tratta, e secondariamente tentare un approccio, uno stile di vita, come quello buddista. (Ciò non mi esime dal fare i conti con la contingenza).
Noi siamo della materia di cui sono fatti i sogni, e questa piccola vita è circondata da un sonno.
W.Shakespeare, La Tempesta.
L'anima riceve vita dalla forza con cui vede la morte perpetua delle cose e sua propria.
Il miglior bene è non sapere. G. Leopardi, Pensieri.
La vita è quello che ci accade quando ci stiamo occupando di altro. Oscar Wilde.
Stanno riprendendo quota i problemi. C'è poco da fare: solo qualche breve intervallo di tranquillità interrompe la serie dei problemi, e questi intervalli, che sono poi quelli che si ricordano, passano così velocemente e inessenzialmente da non lasciare che pallidi ricordi, da non sembrare veri e tanto meno consistenti.
Così mi ritrovo ora: è passato un intervallo, di cui non mi sono quasi accorto e sono nuovamente in mezzo al guado, a soffrire e combattere.
L'aspirazione dell'uomo è ovviamente quella di star bene; che voglia star bene è logico, come è abbastanza chiaro cosa significa 'bene' , anche se le discussioni in proposito potrebbero non finire mai. Il problema è sullo 'stare', perchè l'uomo non può stare, l'uomo è ec-statico, deve essere sempre in movimento, sempre proteso verso qualcosa: è in divenire, ma vorrebbe stare, è in equilibrio dinamico, ma preferirebbe l'equilibrio statico.
Allora è evidente che non c'è pace, che il tempo deve trascorrere battagliando, annullando sè stesso, dimenticandosi nel fare.
Siamo già morti, possiamo solo rivivere sapendo di essere già finiti: abbiamo una sola opportunità: quella del presente che ripercorre, una sola volta, una vita già vissuta, già finita, già scritta.
Due cose mi premono in questo breve intervallo finale: fare un pò di luce sull'etica, chiarire almeno di che si tratta, e secondariamente tentare un approccio, uno stile di vita, come quello buddista. (Ciò non mi esime dal fare i conti con la contingenza).
