Senso
La mia vita non ha senso. Del resto è del tutto inutile che ne abbia, perchè non c'è un senso; pure vorrei darglielo, perchè solo io posso darglielo, perchè sto male senza darglielo, e se non glielo dò dipende solo da me.
In questo periodo la mia vita è troppo tranquilla, non va bene, si prepara qualcosa, ma non può esssere qualcosa di bello: le cose possono solo peggiorare (età, problemi economici, salute, relazioni..). Mi sforzo di leggere, di studiare - filosofia, antropologia, spiritualità -, mi faccio prendere da una specie di bulimia della lettura, come se dovessi trovare nei libri la verità, ma so che non troverò nulla e la fine mi coglierà per strada, non alla meta: non c'è una meta, non c'è un segreto da scoprire, semmai c'è da svolgere una continua ricerca, per conoscere di più sè stessi e il mondo.
Ma il problema del senso rimane e talvolta si cerca di lenirlo rinnovando il proprio aspetto e il proprio ambiente - sono i momenti dei nuovi acquisti, è l'equivalente delle metamorfosi, le parodie della rinascita -, tal'altra ci si distrae con le relazioni - si cercano nuove amicizie, si ravvivano le vecchie, rapporti d'amicizia o di affari ci fanno sentire vivi o utili - , ma poi alla fine il senso non salta fuori.
Io credo di perdere anche questi piaceri della vita, intendo il cambiamento e le relazioni, ho difficoltà per la prima a causa delle mie finanze, e per la seconda a causa della scarsa libertà. Mi rendo conto che sono concetti relativi ed in buona sostanza dipendono dalla mia visione delle cose e dal mio carattere: dalla mia storia.
Quanto ci si può mettere di proprio nelle scelte e nelle decisioni?
Quanto siamo in grado di pilotare la nostra vita, cioè le scelte e le decisioni? Forse è solo una questione di intelligenza.
Sapersi gestire al meglio nella contingenza e saperla azzeccare, saper prevedere, un pò di fortuna, evitare la sfiga...ma il senso non c'è e forse neanche la soddisfazione di avercela fatta, di sentirsi al sicuro.
La vita è un gioco, si perde e si vince in continuazione.
Due sistemi di vita però sembrano dare soddisfazione, almeno più di quella del ricercare filosofico.
Quello di chi insegue un sogno e, con pazienza, tenacia e un pò di fortuna lo raggiunge
- penso a quel contadino ukraino che è riuscito a costruirsi un sommergibile ed a portarlo a navigare sul mar Nero dopo vent'anni di lavoro -, e quello di chi, senza porsi domande, senza pretese, senza pensare se non con il pensiero pratico, svolge il suo duro e pesante lavoro, lo sa fare egregiamente, vive a contatto con la natura, direi in simbiosi, come l'uomo di una volta, tira su una famiglia ed è felice come risultato finale; finale però, non perchè era il suo scopo - e penso al ritratto di quel pastore svizzero, così bravo nel gestire montoni, capre, asini, mezzi moderni, famiglia, fare formaggi, vivere in montagna...-.
A me non sembra sia toccata questa fortuna, perchè sto sempre a torturarmi col "com'ero, come sono, come sarò". (Devo ancora farne di strada per liberarmi!). Ma anch'io ho una storia ed una vita, anch'io posso raccontare qualcosa, anche se poco.
