existentia

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lunedì, febbraio 06, 2012

Angoscia mattutina




Come al solito mi alzo abbastanza tranquillo, seguendo i soliti riti. Poi pian piano s''insinua un vago malessere. L'innesco è dato dalla prima subdola domanda che sorge spontanea: quante volte ancora mi laverò i denti?, quante volte ancora prenderò le pastiglie?, quante volte ancora...? e così via con tutte le mie azioni ripetitive. Ma se qualche imprevisto cambia il mio programma, vedo interrotte tutte le mie fila di discorsi: le letture, le commissioni, St.A, le lezioni, i film, eventuali appuntamenti: mi sembra di perdere la bussola, di non poter concludere alcunchè, di non sapere piu' dove andare...E invero questi imprevisti sono all'ordine del giorno, perchè sono determinati al 90% da R. e A. , e non per nulla l'attivitè che mi sono scelto è stata quella dello studio: dovevo avere la possibilità di svolgerla nei ritagli di tempo, quelli concessi dagli impegni familiari. Uno dei tanti contrasti della vita è appunto quello tra abitudini e varietà, tra una vita trascorsa secondo ritmi stabiliti e una vita convulsa fatta di movimento e cose sempre nuove e diverse. Personalmente apprezzo entrambe, non saprei decidermi se dovessi scegliere. Oggi propendo per quella ritmata e sedentaria, stile Montaigne; ma certo rimpiango una vita movimentata, che avrei potuto avere e desideravo. Ma la cosa che piu' mi tormenta sottilmente e sotto pelle, per così dire, è il fatto di non sapere cosa vale la pena fare nelle mie condizioni, che cosa ha senso, salva la salute. Potrei dire di me quel che zio Vanja diceva di "quella cornacchia di mia madre che continua a blaterare sui diritti delle donne con un occhio sulla tomba e l'altro a cercare ancora sui libri il segreto della vita."