Il senso della vita

Un film con Antony Hopkins, non ricordo il titolo, che impersonava un brillante professore universitario, un maitre de conferences - quel che mi sarebbe piaciuto fare - in un ambiente molto tradizionale ed ovattato come quello di Oxford: appartamenti per professori, biblioteche, seminari, pubs, perbenismo.
Un film di R.Rossellini, Viaggio in Italia, ambientato a Napoli con una famiglia alto borghese, impeccabile, tradizionale, fine anni cinquanta, contrasti col mondo popolare, con i luoghi archeologici, una bella villa.
Due ambienti diversissimi, ma con il medesimo spirito borghese, con la stessa motivazione di fondo: l'esorcismo dell'angoscia della morte, praticato attraverso il formalismo della condotta, attraverso la protezione dell'ambiente, dello spirito del tempo, dell'attaccamento agli schemi tradizionali, ad uno stile di vita consolidato.
Ecco, questo è il motivo per cui uno stile di vita affascina: perchè sembra salvifico!
Ma non lo è; perchè non consente di uscire da un certo autismo esistenziale, dalla monade che sempre, per paura, cerchiamo di essere.Così, attraverso la rivisitazione del film Sussurri e grida, son riuscito a vedere l'interpretazione di quanto cercavo di dire quella sera a cena in pizzeria, quando dicevo che non si può fermare un momento di felicità - come era quello -, in cui si sta bene perchè si sta insieme (il senso di "fraternité").
"30 settembre - Il regalo piu' bello è la solidarietà, il calore umano, l'affetto. Credo che la grazia sia proprio questo" .
Alla fine è questa l'unica cosa che vale nella vita, di contro alla morte. Come, in altro modo, cerca di affermare anche Kieslowski nel film Rosso.
