Baratro

La vita non è che una progressiva discesa in un baratro, in fondo al quale la fine non è che una liberazione.
Questa è l'angoscia esistenziale dell'uomo, che sa che non lo aspetta altro che dolore, vecchiaia, malattia, impotenza, solitudine.
Allora le vie da percorrere appartengono ad una tipologia molto ristretta: la fuga nei piaceri (carpe diem), l'ascesi (i sadhus, i monaci), l'attivismo, l'ignoranza, la filosofia, la mistica (laica o religiosa).
La fuga è naturalmente una delle strade più facili, anche se bisogna esserci portati e richiede una certa perseveranza: approfittare e ricercare i piaceri, inseguire i vari démoni - sesso, denaro, potere - fa dimenticare il vero problema: se uno ha talento funziona, ma non risolve.
L'ascesi è una via seguita soprattutto nell'antichità: ritirarsi nel deserto, mangiare locuste...
Un documentario sui Sadus, gli asceti solitari indiani, mi ha impressionato per la forza evocativa: questi uomini davvero non pensano ad altro che a negarsi la vita per una buona morte, ossia la fine del samsara: il ciclo delle rinascite. Naturalmente è una fede, ma già il Budda aveva scoperto il paradosso e l'inutilità di questa via. L'ascesi, l'autoflagellazione, la penitenza, i digiuni, sono cose che non bastano mai a sè stesse, sono come le droghe richiedono continui aumenti delle dosi, non risolvono il problema.
L'attivismo è la soluzione tipica dei tempi moderni. Nelle nostre città non si fa che correre, bisogna darsi da fare, si è misurati da quel che si fa e da quello che si rende. L'avere prevale sull'essere; si lavora per obiettivi: raggiunto l'uno via l'altro; la compulsività pervade tutti gli aspetti dellla vita moderna: i giornali, la moda, i piaceri - musica, vini, libri, arte, viaggi - qualunque cosa va consumata in grande quantità, anche gli aspetti più nobili hanno una loro forma di consumismo e di urgenza.
C'è poca attenzione per la lentezza, per il piccolo, per il profondo, per il poco. E tralasciamo di parlare delle conseguenze e delle differenze (inquinamento, nord-sud, ricchi più ricchi, poveri più poveri). Quando va - cioè se non ci si ferma e quindi si va indietro, perchè è questa la logica, quella aziendale: un'industria o cresce o muore -,
è un metodo che funziona. Ma se solo si rallenta, ed è logico che arrivi il momento0 di rallentare, allora son dolori: è il metodo più autodistruttivo, a mio parere, ma anche il più diffuso, non risolve un bel niente.
La via dell'ignoranza è forse una delle migliori, ma credo che funzioni solo quando l'ignoranza è genuina, non quando volutamente si mette la testa sotto la sabbia, quando si vuole dimenticare il problema, che riaffiora sempre più drammatico.
L'ignoranza si accoppia come al solito con la povertà e questa, forse, è l'unica fortuna dei poveri del mondo. Mi viene in mente "La città della gioia". Una vita semplice, passata a mettere insieme il pranzo con la cena - quando pure c'è -,
tutta tesa alla sopravvivenza, mette più in contatto le persone, non dà tempo per pensare: il problema è la pagnotta, per vivere. Non dimentichiamo che tale situazione può rovesciarsi, può anche abbrutire. In generale però tiene lontani dall'angoscia primaria, come dire : chiodo scaccia chiodo.
La filosofia è la strada degli intellettuali, la strada di chi si pone il problema e cerca di chiarirselo razionalmente, di farsene una ragione, ma senza soluzione finale.
Ci sono tante filosofie naturalmente, e quelle che sembrano dare delle risposte sappiamo quali sono: stoicismo, epicureismo, scetticismo...In pratica sono le varie razionalizzazioni ed elaborazioni intellettuali delle altre vie, in genere lontane dalla pratica e poco efficaci, almeno rimanendo nell'ambito della filosofia occidentale.
Rimane la via della mistica. Laica o religiosa che sia sembra la via più accettabile. Sono due visioni diverse che hanno in comune il metodo. La differenza è la fede: la via più ardita e più semplice, che più facilmente arriva al cuore dell'uomo, ma che non passa il vaglio della filosofia.
La mistica laica è più strettamente legata alle visioni delle filosofie orientali, particolarmente al buddismo nelle sue varie scuole.E' la via che preferisco, ma non risolve il problema, lo può solo alleviare: puoi essere sereno quanto vuoi, ma la dura realtà è lì che ti aspetta.

0 Comments:
Posta un commento
<< Home