Diversità

Mi vien voglia di scappare, non sopporto una casa ridotta come la riducono mm e ff. Meno male che c'è F che rimette tutto in ordine, anche se con il suo ordine: nel senso che poi le cose le devi cercare, per trovarle; ma quanto mi costa anche questo! Eh già, perchè ora la pago io. Mm ha deciso di fare l'imprenditrice ed io la devo finanziare: è la condizione che ha posto per non andare avanti con la separazione...Non mancherà molto che dovrò portare i libri in tribunale, ma prima dovrei denunciarla per non aver contribuito nella giusta misura alle spese familiari e addirittura nell'aver provocato il fallimento.
E' un pezzo di legno, non mi è d'aiuto; i ff, neppure loro ricompensano - non si sa bene che funzione positiva possano avere: sono un semplice prodotto della natura, come le ghiande di una quercia; andranno per la loro strada.
In questa situazione quel che è mancato è chiaramente un'educazione coerente dei figli, dovuta alla mancanza di un afflato e un'unità di sentire dei genitori. Ciò è dovuto, a mio parere, ad una diversità culturale, ai criteri ispiratori ed alla diversa storia di ciascuno. Noto però due cose.
Il mio modo di vedere il mondo è cambiato radicalmente anche se la mia sensibilità è rimasta pressocchè la stessa e questo cambiamento mi ha portato, paradossalmente, ad una visione più vicina alla sua, che però ho sempre considerato contraddittoria. Personalmente credo d'aver mantenuto la coerenza prima e dopo il cambiamento di visione del mondo. Se avessi mantenuto la vecchia visione del mondo, quella tradizionale pur adattata alla modernità, e se la sua fosse stata simile alla mia, allora ci sarebbe stata una coerenza ed una continuità che avrebbero influito fortemente sull'educazione dei figli (in pratica la loro educazione sarebbe stata compatibile con quella di altri parenti o amici p. es., ed i rapporti sarebbero potuti esistere normalmente e come mi sarebbe piaciuto): il tutto avrebbe avuto quantomeno la parvenza di un senso.
Seconda cosa, la diversità culturale, che secondo me così tanto influisce nei tempi lunghi, non è poi una diversità così ampia e profonda; è una differenza che rimando a diverse microculture, ossia a culture diverse a livello familiare: è più un diverso sentire estetico, sommato a una diversa parametrizzazione di criteri, che una profonda divergenza culturale. Addirittura ho riconosciuto talvolta la miglior efficacia dei loro parametri (es. valutazione del nuovo/vecchio, del conveniente econ.te), ma ho considerato spesso incompatibili valutazioni di ordine/disordine, di bello/brutto, valutazioni affettive o storiche e così via.
Allora mi chiedo cosa può succedere quando le diversità culturali sono veramente evidenti e macroscopiche come nei casi di unioni interetniche.
Probabilmente il riconoscimento reciproco delle diversità, essendo più evidente e apertamente riconosciuto, è più accettato: loro fanno così, loro usano così, amen.
E' un pezzo di legno, non mi è d'aiuto; i ff, neppure loro ricompensano - non si sa bene che funzione positiva possano avere: sono un semplice prodotto della natura, come le ghiande di una quercia; andranno per la loro strada.
In questa situazione quel che è mancato è chiaramente un'educazione coerente dei figli, dovuta alla mancanza di un afflato e un'unità di sentire dei genitori. Ciò è dovuto, a mio parere, ad una diversità culturale, ai criteri ispiratori ed alla diversa storia di ciascuno. Noto però due cose.
Il mio modo di vedere il mondo è cambiato radicalmente anche se la mia sensibilità è rimasta pressocchè la stessa e questo cambiamento mi ha portato, paradossalmente, ad una visione più vicina alla sua, che però ho sempre considerato contraddittoria. Personalmente credo d'aver mantenuto la coerenza prima e dopo il cambiamento di visione del mondo. Se avessi mantenuto la vecchia visione del mondo, quella tradizionale pur adattata alla modernità, e se la sua fosse stata simile alla mia, allora ci sarebbe stata una coerenza ed una continuità che avrebbero influito fortemente sull'educazione dei figli (in pratica la loro educazione sarebbe stata compatibile con quella di altri parenti o amici p. es., ed i rapporti sarebbero potuti esistere normalmente e come mi sarebbe piaciuto): il tutto avrebbe avuto quantomeno la parvenza di un senso.
Seconda cosa, la diversità culturale, che secondo me così tanto influisce nei tempi lunghi, non è poi una diversità così ampia e profonda; è una differenza che rimando a diverse microculture, ossia a culture diverse a livello familiare: è più un diverso sentire estetico, sommato a una diversa parametrizzazione di criteri, che una profonda divergenza culturale. Addirittura ho riconosciuto talvolta la miglior efficacia dei loro parametri (es. valutazione del nuovo/vecchio, del conveniente econ.te), ma ho considerato spesso incompatibili valutazioni di ordine/disordine, di bello/brutto, valutazioni affettive o storiche e così via.
Allora mi chiedo cosa può succedere quando le diversità culturali sono veramente evidenti e macroscopiche come nei casi di unioni interetniche.
Probabilmente il riconoscimento reciproco delle diversità, essendo più evidente e apertamente riconosciuto, è più accettato: loro fanno così, loro usano così, amen.

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