existentia

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lunedì, febbraio 05, 2007

Capire

Credo di non aver mai capito niente di quello che mi succedeva attorno.
Questo è il vero guaio della mia vita, che si rivela così come una vita inutile. Forse ho vissuto certe esperienze e certe emozioni, qualcosa ho annotato, ho visto cambiare il mondo più volte, ho vissuto fin'ora lontano dalle guerre, che è già un bel record, ma non ho capito niente.
Considerato che non ritengo esistano fini superiori ultramondani, penso si possa dire che che si è vissuto, come titolava il bel libro di Neruda, solo se si è riusciti a capire qualcosa del mondo che ci circonda, se si è riusciti a capire lo spirito del tempo. I grandi uomini sono tali perchè hanno saputo vedere, capire e talvolta anticipare i tempi. Anche una vita breve può avere un senso, se è riuscita a cogliere il senso della storia nel suo momento. Come esempio estremo ho in mente il kamikaze: un atto stupido, irrazionale, mortifero, ma che si iscrive di diritto nell'atto di comprensione del senso.

Quando capisci, agisci. Io non ho mai fatto nulla, perchè non ho mai capito nulla. Ho attraversato periodi meravigliosi ed irripetibili, ma li ho lasciati andare senza neppure provare a fissarli su carta fotografica.
Stavo osservando delle foto di Berengo Gardin: quel mondo l'ho visto anch'io, ne ho sentito il fascino, l'arcano, ma non ho capito che stava scomparendo, se l'avessi capito quelle foto le avrei scattate anch'io.
Tiziano Terzani ha vissuto in Asia, perchè ha capito cosa c'era in gioco in quella vasta parte del mondo.

Ho sempre voluto essere spettatore e mai protagonista, neppure del mio film. Quando ho agito - e generalmente l'ho fatto per opportunismo, per quieto vivere, per banale buon senso, perchè così fan tutti, per convenienza - ho quasi sempre sbagliato.
Ora mi pento, mi dolgo di non aver capito nulla, di essere stato superficiale, di aver giocato coi sentimenti...
Tragico gioco, ma è la vita; proprio come un gioco: ti può andar bene ed hai vinto, oppure ti va male ed hai perso.
Ho fatto la mossa sbagliata ed ho perso; il guaio è stato che ho fatto perdere anche ad altre persone innocenti: per non aver saputo vedere e capire.

Continuo a non capire niente neppure oggi e così scorre inutilmente il tempo. Forse so anche perchè.
Un tempo ero folle d'amore; non sapevo neppure come, ma finalmente mi ero ritrovato in paradiso. Poi tutto finì, in una tragica sera a Milano, in un bar davanti alla stazione. Superai la tragedia, ma diventai scettico.