existentia

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venerdì, febbraio 29, 2008

Politica

Non amo impegnarmi in disquisizioni di politica : è una materia che ho sempre lasciato ad altri, benchè ci tocchi tutti da vicino, e cmq ne riconosco l'importanza e la complessità e la necessità che chi se ne occupa ha di formarsi e istruirsi prima di poterne parlare, come riconosco l'interesse e il piacere che può procurare l'occuparsene. Ma avendo già troppi interessi, che non riesco ad approfondire, questo ho deliberatamente stabilito di trascurarlo.

Con ciò non mi impedisco di seguire gli avvenimenti politici e di cercare d'avere una qualche mia idea e pertanto vorrei farci sopra alcune riflessioni.

Politicamente parlando nasco socialista, anzi socialdemocratico : erano i tempi di Saragat e mi convinse un suo discorso ascoltato di nascosto, a letto, alla radiolina portatile quando ero in collegio.
Passai presto ai socialisti, tanto che un anno fui iscritto, ma rimasi presto deluso da quella che mi sembrava una grande promessa come il PSU.
Da allora lasciai piuttosto perdere, pensando, come Montanelli, che non mi si addicevano le tessere: volevo rimanere libero di scegliere.
E così è stato da allora, oscillando tra centrosinistra e radicali.

Ecco, oggi, sapendo come stanno le cose e non nutrendo più alcuna illusione, sarei nuovamente disposto a prendere un attestato: quello di fondatore del PD, per il fatto che ho votato alle 'primarie'.

Credo che Veltroni abbia fatto delle mosse azzeccate. Ha dato l'idea del nuovo e del ringiovanimento, esprime una nuova energia ed una nuova immagine, ed è ben supportato da Franceschini e dagli altri leaders. Dare una nuova immagine non è solo un'operazione di facciata, è un'operazione sostanziale in politica.
Sono contento che si sia trovato un accordo con i radicali, per i quali ho molta simpatia, ma se fossero andati per i fatti loro non li avrei votati: per non disperdere il voto come mi è successo alle elezioni precedenti, dove non son riusciti a passare ben 4 senatori radicali che avrebbero fatto la differenza.
Con ciò non mi nascondo i problemi, ma confido nella capacità di tenuta di Veltroni e nel programma, che per altro devo ancora andarmi a vedere. Spero che ai primi posti ci siano almeno tre argomenti: la formazione, la riorganizzazione e semplificazione istituzionale, il lavoro.

Approvo la mossa di Veltroni di voler correre da solo: gli effetti già si vedono: il ventaglio di simboli si è ristretto enormemente, ma il problema più grosso rimane. Quel problema che avrebbe richiesto una soluzione PRIMA di andare a votare, ossia la legge elettorale.
Per bene che ci vada ricadremo in una prima repubblica, dove alcuni partiti marginali o quasi saranno nuovamente l'ago della bilancia.
Ma così ha voluto Berlusconi, perchè alle sue 18 coppe doveva aggiungere la terza insalatiera, come ha ben detto Tabacci.
Sinceramente non ho molte speranze: temo con orrore che dovremo sopportare un lungo inutile intervallo di cicaleccio berlusconiano, la maturazione politica dell'Italia deve fare ancora molta strada.
Avremmo bisogno sicuramente di rappresentanza e ancor più sicuramente di governabilità, e per questo mi sono convinto che il sistema elettorale adatto sarebbe quello francese, cioè quello che tutti vorrebbero, ma che nessuno ha osato proporre.
Ma chi lo sa, ora che la selva dei simboli s'è sfoltita....(ma sarà cmq per la prossima generazione).

L'unica allegria me la dà questa nuova energia e freschezza che smbra aleggiare nel PD.
Ben venga.