La Noia.

Cadono tutti come birilli attorno a me, perchè io sto ancora in piedi?
Non ci sono nè buoni nè cattivi, ci sono , o non ci sono più, persone: quelle che conoscevo, quelle amiche, quelle insopportabili; c'era , c'è, un panorama umano che muta, come c'era , c'è, un paesaggio.
L'attaccamento genera malinconia, soprattutto tra i riflessi del sole che cala su una qualunque giornata: non brutta, non bella, ma sentita, che fa parte di te come il paesaggio, come le persone, ma di passaggio.
Desidero la noia, solo la noia rallenta lo scorrere del tempo, concede una parvenza di permanenza. Poter dire che non succede nulla, poter rileggere gli stessi libri, vedere le stesse persone, frequentare gli stessi luoghi, ammirare gli stessi tramonti, fare mille volte la stessa nuotata, nello stesso mare: il fumo che sale dai casolari, i gridi delle ultime rondini, l'abbiocco postprandiale e il caffè, i soliti discorsi.
Vorrei potermi annoiare -- annoiare ... a morte --, in una vita paesana che sembra non mutare, ma il mio destino è fuggire -- di gente in gente... --, il mio destino è inseguire il dovere, vivere le conseguenze delle scelte fatte, puntare in alto, conquistare nuove posizioni. Tutti fuggono, o per lo meno tentano; chi non ci riesce lo sogna e si lamenta: la vita è movimento, non può esserci stabilità, non può esserci noia: occorre far posto agli altri.
Ma che senso ha fuggire? Siamo già sull'altra riva!
Voglio restare, voglio annoiarmi.

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