existentia

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lunedì, settembre 25, 2006

La vela







Guardavo l'estremità della randa : brillava su nel cielo sopra la crocetta e puntava una piccola nuvola luminosa che sembrava sfiorare l'albero...
Ero in compagnia, ma ero solo in quell'attimo, con quell'immagine negli occhi che avrei voluto fissare per sempre in una foto, ed in silenzio, rotto solo dal fruscio della barca che scivolava sulle onde. Un attimo breve ed eterno, un attimo di felicità.
Devo ringraziare un amico che mi ha invitato ad andare in barca: è stato un caso poterci andare ed era da tanto che non ci andavo. La barca a vela è sempre stata il mio sogno. Veramente una piccolina - un'Alpa skip - l'ho avuta e poi me l'hanno rubata: ci sono uscito solo tre volte e ogni volta non sarei più voluto tornare indietro...
Così ho colto l'occasione : una mattinata stupenda a veleggiare tra le isole, con poco e niente vento all'inizio, un bel vento poi, per scivolare sommessi sull'acqua di smeraldo e un bel grecale teso alla fine, per darci un pò di tensione soprattutto all'attracco.
Supplemento di goduria al rientro, perchè, essendo già tardi, ci siamo fermati ad una festa paesana per mangiar qualcosa. Anche questo un piacere che mi mancava da tempo, anche questa un'occasione mancata per fotografare la festa, molto pagana e godereccia: enormi graticole dove arrostivano in continuazione carni o pesci, tavolate a fronte con trionfi di verdure e di frutta, vino a gogò, tavolate di tedeschi che bisbocciavano allegramente...
Non è certo più nelle mie usanze la bisboccia e men che meno pantagruelica, dato il mio colesterolo, anche se capisco come possa essere piacevole talvolta lasciarvisi
andare, ma stavolta mi son concesso un piccolo assaggio.
Insomma una giornata felice e senza pensieri, da ricordare. Esattamente e letteralmente da affidare alla memoria, perchè non avrei avuto stavolta le foto con cui di solito cerco di catturare e trattenere questi momenti.

La felicità in fondo è una cosa semplice: basta cambiare ambiente, basta non pensare, basta potersi lasciar andare. Ma è spesso casuale e sempre dura poco.
Certamente ci si può organizzare perchè queste occasioni si ripetano spesso, ma non è una cosa matematica: la vita riserva sempre le sue sorprese, buone o cattive, che determinano i risultati. A me l'organizzazione non è riuscita neppure un pò.
Giusto qualche colpo di fortuna come questo...posso almeno dire d'aver conosciuto certe emozioni.
Di contro, a sera, stavano le immagini televisive di Piero Welby...
Che vita può essere una vita così? Non riesco a capacitarmi, so solo che siamo appesi ad un filo...