existentia

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lunedì, dicembre 15, 2008

Nauru


Arrivano le feste, ritorna il momento delle spese superflue, dei regali, dei consumi: per qualcuno come me è una gran scocciatura, oltre che un costo inutile e insopportabile; per i bambini, o per chi tale è rimasto, è una festa; per le aziende l'occasione per tirarsi su; per i commercianti la speranza di salvarsi.
Ma stavolta c'è la crisi, la festa non è più tale, al massimo si spende per non pensarci, almeno per qualche giorno.
Strana cosa questa crisi, perchè se da un lato è un grosso problema, che rischia di mandare sul lastrico tante famiglie, dall'altro è un meccanismo che impone una regolata alla deriva consumistica del nostro mondo occidentale.
Tutti però sperano che si riprenda a consumare come prima, altrimenti l'economia va a rotoli. Si tratta di un circolo vizioso che è impossibile dominare: più si produce, più si consuma, più si fanno figli, più si inquina....
Non c'è un punto di equilibrio che possa essere reso evidente e mantenuto stabile: o si va avanti o si torna indietro, e siccome nessuno vuol tornare indietro, allora si va solo avanti: fesso chi non approfitta: fesso chi non arraffa quel che può.
Qual'è il meccanismo che determina questo comportamento autodistruttivo,
questa bulimia, questa deriva consumistica per cui le risorse del pianeta non bastano più e solo le conseguenze negative - inquinamento, infertilità, guerre, epidemie - potranno riportare nei limiti, sempre che l'uomo non scompaia del tutto?

Abbiamo già sotto gli occhi un esempio eclatante della perversità di simili comportamenti, chè i vari episodi negativi stranoti non sono bastati ad esorcizzare, a vaccinare, in quanto tutto viene metabolizzato e si conclude che c'è sempre una via d'uscita: la Natura trova la strada per rimettere tutto a posto, la Provvidenza sostiene cmq l'uomo e lo fa progredire.
Questo esempio è l'isola di Nauru. Andate a vedere i documentari. Riflettete.
Non voglio passare per monaco millenarista, apocalittico, ma non posso esimermi
dal pensare alle conseguenze dei miei stessi comportamenti.