existentia

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martedì, novembre 30, 2010

Cinema


Il cinema è come la vita, ma senza i tempi morti.
Non ricordo chi l'ha detto, ma è proprio così e per questo mi rivolgo spesso al cinema per trovare risposte.
Così mi emoziono quando scopro film che mi fanno riconoscere quel che sono o quel che son stato o quello che ho sognato. Mi sono incantato a vedere il capolavoro di Rhomer L'amore al pomeriggio. Mi sono ritrovato nel protagonista, nella sua situazione, nel suo immaginario, nelle sue indecisioni, ambiguità e tormenti. Vedendo questi personaggi, ora, a sangue freddo, ci si può ragionare sopra, trarne qualche considerazione. Questi erano i miei tormenti, quelli che ora guardo da lontano, ma per i quali non ho una soluzione, neppure a posteriori. Quel film è come una vecchia fotografia: ti lascia basito, ti riconosci, ma non sei piu' tu, sei un altro: quel che è perso è perso, quel che è guadagnato è guadagnato. C'è dell'altro poi, c'è un affresco di anni ormai passati, che puoi giudicare col senno di poi: gli anni '60; ormai pittoreschi; pieni di energia e di speranza, di voglia di nuovo e di convinzione che tutto era possibile, migliorabile e per tutti. Non era così! Il potere ha cambiato solo l'abito, le risorse abbiamo scoperto quanto fossero limitate e, data la grande inerzia di questi movimenti, stiamo ancora prendendo atto di questa verità. Nel frattempo hanno preso coscienza e si sono mossi, sulla scia inarrestabile e non confinabile del progresso tecnico, i giganti addormentati come la Cina, l'India, il Brasile. Solo l'Africa continua ad essere depredata come sempre. Il mondo è cambiato, soprattutto in occidente e cambierà ancora, molto rapidamente. Piu' bello, piu' brutto, piu' ricco, piu' povero? Non saprei. Di sicuro diversissimo da quello in cui siamo cresciuti; la concorrenza sarà spietata, l'età dell'abbondanza finirà, almeno per noi.
Un'altra testimonianza viva del cinema è la notizia che oggi mi ha colpito della tragica morte di Monicelli. Un personaggio vivo, un attento osservatore del nostro mondo, che ha enormemente contribuito a generare l'immagine dell'Italia che tutti abbiamo. Credo che abbia contribuito , per questo, alla Unità d'Italia, almeno quanto la televisione. 95 anni; visto e considerato cosa l'aspettava ormai, ha deciso coraggiosamente di finirla lì.