Lo schianto
Ha colpito tutti. E' stato immediatamente un grave lutto per l'Europa intera: insieme all'attentato di Tunisi, ha unito coralmente l'Europa nel dolore.
Gli spagnoli, quei meravigliosi ragazzi sedicenni in vacanza a Barcellona, i tedeschi, i turchi, i cantanti, l'australiano....
Il dolore, le catastrofi, uniscono più di altri eventi felici. Per l'unità funziona ancor meglio dell'Erasmus, che è l'esperienza più unificante posta in essere fin'ora in Europa.
Ma pian piano, quando è incominciata ad apparire la verità, per altro non ancora ben definita, il sentimento di solidarietà e di dolore corale ha leggermente virato di senso. E' diventato il dramma personale di un essere umano malato, che davanti ai suoi problemi ha narcisisticamente ignorato gli altri, chiudendosi nel suo io e nel suo dolore.
Da lì lo schianto, le vite chiuse di colpo, sparite, polverizzate. Il nulla, il non senso della vita.
La morte come unico senso della natura.
Non più l'Europa, non più il dolore: solo l'uomo, solo il nulla, solo la sua domanda di senso.



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