Speranza.

Ecco, mi accorgo che ho sempre meno speranza. La speranza è diversa dal desiderio. L'uomo è fondamentalmente desiderio: l'uomo è gettato nel mondo, lo guarda e lo desidera. Formidabili le pagine di Hegel sul desiderio, aggiungiamo poi un pò di Heidegger...Ma non voglio fare lezioni filosofiche, voglio stare alla prassi, al comune sentire, al mio sentire.
Il desiderio riesco ormai, almeno in parte, a controllarlo; mi aiutano in questo le mie frequentazioni della letteratura zen, buddista, taoista e orientale in genere.
Devo specificare che per quanto apprezzi queste visioni della vita non riesco a farle mie, semplicemente perchè sono cresciuto nella nostra cultura occidentale.
Ma la speranza è un'altra cosa, la speranza è il tasso di probabilità di realizzazione che ciascuno assegna ai propri sogni ed alle proprie credenze. In questo senso la speranza è anche una misura del proprio tempo e per me, a giudicar da ciò, il tempo è pressocchè finito.
Posso forse sperare, senza sconvolgimenti fisici esterni, che qualcosa cambi in meglio? Posso forse sperare di innamorarmi? Posso forse sperare di trovarmi un'altra casa? Un'altra famiglia? Un nuovo lavoro? Stabilirmi in un'altra città? Posso mai sperare di essere libero e padrone di me stesso? posso sperare di fare un viaggio come e dove piace a me?
Quando si è piccoli possiamo immaginare d'avere un ventaglio di possibilità aperto a 360 gradi. Ma da quando iniziamo ad operare delle scelte - e non parlo dei limiti che già la nascita di per sè ci pone - , questo ventaglio inizia a restringersi e più andiamo avanti più si restringe e più vincoli ci troviamo addosso. Ad un certo punto ci troviamo come ingessati, imbalsamati: le possibilità sono esaurite, le scelte già fatte, la strada ormai obbligata...
Lo dico sempre: l'importante è il primo passo, però continuo a sbagliare direzione.
Certo il caso (la fortuna, il destino; oh i Greci che andavano a Delfi!) fa parte della vita. Certo ho ancora la salute. Ho ancora qualche piccola speranza: che la morte mi colga vivo e che sia improvvisa.
Tutto ho visto nei miei inutili giorniQohèlet 7-15
Coro: Nei doni concessi non sei andato oltre?Eschilo,Prometeo incatenato.
Prometeo: Sì, ho impedito agli uomini di vedere la loro sorte mortale.
Coro: Che farmaco hai scovato per questa malattia?
Prometeo: Ho posto in loro cieche speranze.
Coro: Un grande giovamento hai così dato ai mortali.

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